Fascicolo Sanitario Elettronico: limiti e criticità

Home|Sanità|Fascicolo Sanitario Elettronico: limiti e criticità
Condividi l'articolo

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è stato introdotto con il decreto legge 179/2012 dove è stato definito come l’insieme di dati, informazioni, referti e documenti digitali di tipo sanitario e/o socio-sanitario generati nel corso della storia clinica di un paziente. Nonostante nelle regioni sia disponibile da anni e per quasi tutta la popolazione, i dati sul suo utilizzo non sono molto positivi: l’FSE incontra ancora delle criticità.

Secondo uno studio dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano il Fascicolo Sanitario Elettronico è conosciuto da meno della metà della popolazione e utilizzato da una percentuale poco superiore al 10%: i cittadini che utilizzano l’FSE in una percentuale maggiore del 50% sono concentrati solo in 5 regioni italiane. Gli ultimi anni sono stati maggiormente decisivi per il lancio dell’FSE: in piena pandemia, con un decreto del maggio 2020 è stato deciso che tutti gli italiani avrebbero dovuto avere in rete il proprio fascicolo indipendentemente dalla scelta di utilizzarlo o meno, questo per favorire l’analisi dei dati relativi a positività e tamponi e la campagna vaccinale.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è nato come importante strumento per dare una spinta all’innovazione digitale nel settore sanitario: l’obiettivo era quello di creare uno strumento in grado di raccogliere i dati sanitari dei pazienti e renderli disponibili in ogni regione per portare numerosi vantaggi sia in termini di praticità per i pazienti (non è più necessario che il paziente porti con sé esami diagnostici da una struttura sanitaria a un’altra perché sono tutti già disponibili nel suo fascicolo personale); sia di praticità per i medici che hanno rapido accesso ai dati dei pazienti e a precedenti analisi e terapie; sia di aiuto nella ricerca scientifica (l’enorme mole di dati a disposizione può essere di grande aiuto nella ricerca di nuove cure e nella prevenzione di alcune malattie). “Senza dimenticare che FSE è uno strumento fondamentale per trasformare l’intero sistema sanitario, rendendolo patient centric e più sostenibile, nonché la fonte di dati su cui costruire una sanità moderna, interconnessa e basata su decisioni data-driven.”

 Ma se il Fascicolo Sanitario Elettronico ha reali potenzialità di portare benefici al sistema sanitario perché non sta funzionando come dovrebbe?

Sembra che, in questo momento, l’FSE non abbia una reale utilità nei confronti dei suoi utilizzatori finali: gli operatori sanitari da un lato e i pazienti dall’altro.

La prima difficoltà che si incontra sta nel fatto che non tutti i documenti presenti all’interno dei fascicoli sono nativamente digitali e quindi utilizzabili e modificabili a tutti gli effetti, molti sono solo scansioni di documenti originali in formato cartaceo e ciò fa del Fascicolo Sanitario Elettronico un semplice repository di documenti più che un raccoglitore di dati utilizzabili per diversi scopi. Della differenza tra documento informatizzato e documento digitale nel caso specifico della Cartella Clinica ne abbiamo parlato qui.

Un altro limite con cui il Fascicolo Sanitario Elettronico si trova a doversi confrontare è il suo stesso carattere nativamente regionale che comporta delle ripercussioni sull’interoperabilità e sull’accesso a dati limitati. “Il risultato è la scarsa praticità dello strumento, che in quanto semplice repository non semplifica la procedura di anamnesi a carico del medico, disincentivandone l’utilizzo. Inoltre, non si può non citare l’assenza di dati relativi alla sanità privata, a meno che i documenti non vengano caricati in forma manuale, il che rende ancor più difficoltoso ottenere un quadro completo sul Patient Journey di ogni cittadino.”

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è uno strumento che va senza dubbio potenziato con l’obiettivo di raccolta di dati in formato strutturato e interoperabile, solo così si possono offrire servizi ai cittadini/pazienti quanto più personalizzati. Oltre a ragionare sull’integrazione della sanità privata è necessario pensare a un’evoluzione del fascicolo esistente trasformandolo da semplice contenitore di documenti a raccolta di dati strutturati secondo standard definiti, il tutto integrato con i sistemi gestionali delle strutture sanitarie sia pubbliche che private.

2021-11-03T11:19:06+00:00
Torna in cima