Sanità 2022: sempre più paziente-centrica

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I pazienti sono sempre più connessi e la pandemia ha fatto crescere ancora di più l’esigenza di usufruire di servizi online e digitali anche quando si tratta di sanità, esigenza che crescerà ancora nel 2022.

Secondo uno studio di Netcomm, “il 62% di un campione di intervistati ha dichiarato di aver prenotato visite e altre prestazioni sanitarie online, il 32% ha utilizzato app per gestire alcuni aspetti legati alla salute e ai percorsi sanitari, il 29% ha interagito tramite chat con uno specialista e il 22% ha effettuato un consulto sanitario online.”

Se lo scoppio della pandemia ha da un lato messo in luce le debolezze del sistema sanitario italiano, dall’altro lato ha fatto emergere la possibilità di innovazione e digitalizzazione cui si è iniziato a guardare con molto interesse.

Il Sistema Sanitario Nazionale ha un grande compito da portare a termine: guardare sempre di più al paziente e al suo crescente bisogno di facile e rapido accesso ai servizi sanitari. La visione della sanità italiana deve tendere sempre di più a essere paziente-centrica.

L’innovazione tecnologica, l’analisi dei big data, l’applicazione sempre più crescente dell’Intelligenza Artificiale e delle tecniche di Machine Learning al settore sanitario e al campo della ricerca soprattutto per quanto riguarda la fase di prevenzione, rappresentano una grandissima opportunità che il Sistema Sanitario Nazionale può cogliere per rendere la sanità più efficiente, più accessibile, più personalizzata e, soprattutto, più vicina alle esigenze dei pazienti.

Grazie anche ai fondi del PNRR, nel 2022, le nuove tecnologie diventeranno sempre più contactless, ci sarà sempre meno bisogno del contatto fisico con i pazienti e verranno utilizzati sensori di uso comune (fotocamera dello smartphone, bracciali, smartwatch ecc) per controllare i parametri delle persone.

Accanto a questo “compagno digitale” potrebbero arrivare nel corso dell’anno delle vere e proprie terapie digitali. Cosa sono?

Le terapie digitali sono “soluzioni basate unicamente su software o su software in abbinamento a dispositivi hardware in grado di integrare o sostituire le terapie tradizionali.”

“Digital Therapeutics Alliance, un’associazione di categoria composta da leader del settore e stakeholder impegnati nel progresso della terapeutica digitale, propone un’interessante classificazione delle terapie digitali in quattro categorie:

  • Affrontano una condizione medica
  • Gestiscono o prevengono un disturbo medico o una malattia
  • Ottimizzano un farmaco o una terapia
  • Trattano un disturbo medico o una patologia”

Per quanto interessante, la diffusione di tali terapie non è ancora regolamentata: il dispositivo digitale fisico viene venduto insieme al farmaco? È un’opzione a pagamento per il paziente? Chi lo prescrive? Le terapie digitali sono novità che, insieme a innovazione e crescita, portano anche nuove sfide al Sistema Sanitario Nazionale.

Prima dello scoppio della pandemia, il SSN aveva già iniziato a cogliere la necessità di cambiamento verso l’innovazione digitale e lo aveva fatto attraverso l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Il Fascicolo è uno strumento potentissimo che permette di raccogliere tutti i dati relativi alla storia clinica dei pazienti e di renderli disponibili anche nelle strutture in cui il paziente si reca per la prima volta (garantendo sempre il diritto alla privacy).

È uno strumento potentissimo, dicevamo, se non fosse per alcune problematiche legate alla non interoperabilità dei dati, al loro diverso formato e a vincoli burocratici.

Ciò che “consentirebbe di aprire alla possibilità di scambiare dati in tempo reale fornendo un’assistenza sanitaria migliore ai cittadini e, nel contempo, facilitare l’analisi e l’interpretazione dei dati, abbattendo le barriere geografiche” è l’interoperabilità. L’interoperabilità è la capacità che due sistemi hanno di scambiarsi informazioni e di cooperare al fine di utilizzare al meglio le informazioni scambiate e “perché questo avvenga sono però necessarie infrastrutture evolute, in grado di garantire capacità elaborativa, rapidità di trasmissione, sicurezza e privacy delle informazioni, linguaggi comuni e ruoli e responsabilità definiti e condivisi”.

Insomma, la strada è ancora lunga ma sembra essere quella giusta.

2022-01-25T09:03:01+00:00
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